Patrimonio Archeologico

Il territorio di Cleto ha custodito preziosi reperti di varie epoche, alcuni dei quali venuti alla luce nell'ambito delle ricerche che ha visto impegnati famosi archeologi e studiosi. Oltre ai ruderi del castello medievale e alla Chiesa della consolazione, sono ancora visibili a Cleto i resti della Chiesa castellense (la quale non resse al terremoto dell'8 settembre 1905), qualche palazzotto signorile e la Chiesa Madre di epoca barocca con un campanile a cuspide ricurva con manto di maiolica policroma (XVII sec.) di chiaro stile bizantino.
Dal punto di vista archeologico, nell'ambito delle campagne di ricognizioni succedutesi tra il 1983 ed il 1985, realizzate dagli Istituti di Archeologia e Storia Antica dell'Università di Perugia, sono stati rinvenuti anche nel territorio di Cleto alcuni siti di interesse pre-protostorico. In particolare la tomba a grotticelle con resti umani scoperta nella zona Pantani (a valle dell'abitato di Cleto), nonché il ritrovamento nell'area di materiale ceramico, manufatti litici e utensili di ossidiana: ciò lascia supporre che a Cleto, come nella vicina Serra d'Aiello (Cozzo Piano Grande), esistesse un insediamento afferente un sistema preistorico autoctono.
Alcuni rinvenimenti ascrivibili a masserie agricole primitive avvenute nelle campagne cletesi, indicano che questa attività era praticata in epoca preromana. Vi sono anche numerose grotte naturali, alcune delle quali recanti evidenti segni di manomissione.