Cleto

Cleto (250 mt s.l.m) è un paesino della provincia di Cosenza che conta poco più di mille abitanti.
Noto per la sua produzione di olio d’oliva, vino e dei famosi fichi secchi, vanta un’ottima cucina tipica, da gustare in particolar modo nei giorni di festa e nelle ricorrenze speciali.
Chiamata Pietramala dal Trecento fino al 1863, Cleto sembra quasi un presepe sospeso tra terra e cielo.
Circondato da dolci colline, il centro storico del paese si adagia su un enorme costone roccioso di tufo.
Una passeggiata tra le viuzze di questo borgo medievale fa riscoprire il rapporto tra uomo e natura, il profumo dei sapori perduti, il calore di una terra ospitale.
Alzando lo sguardo alla sommità della roccia, si vedono ergere maestosi i resti dell’antico Castello medievale, rievocanti la sua gloria ed il suo passato.
Cleto è un gioiello di…Storia, Arte, Natura, Tradizione, Mito, Archeologia, Paesaggio… Vieni a Scoprirlo!
(Filomena Longo)

Cleto e il mito
Nel periodo della guerra di Troia, X secolo a.C., la regina delle amazzoni Pantasilea “rimase uccisa in battaglia da Achille”.
Cleta, sua nutrice, che l’amava con tenerezza, nell’udire la triste notizia, posta su una nave e accompagnata da molta gente, partì col pensiero di poterle dare onorata sepoltura.
Così Cleta, ancella di Enea «come fu nei nostri mari scese a terra e, o perché trovò impossibile compiere il pietoso ufficio o forse perché le piacesse l’amenità del sito, decise di non passare più oltre, vi si fermò ed edificò la città che dal suo nome si chiamò Cleta».
«La città crebbe di popolo e di forze», tanto che all’epoca dello splendore della Magna Grecia entrò in guerra con Crotone (anno 16 a.C.).
I Crotoniati, con un esercito, uccisero la regina la quale, prima di morire, ebbe ad esprimere il desiderio che tutte le regine che avrebbero regnato dopo di lei, portassero il suo nome; così «tutte le regine della città furono dette Cleta».
L’antica Cleto, centro importante della costa nel Medioevo, durante la dominazione normanna mutò il suo nome in Pietramala (1220 Guido di Pietramala e suo figlio Ruggero, 1239 Iacobus De Petramala, 1269 Castri Pietramala, 1310 Pietramala) e il nome rimase tale dal XII secolo al 1862, quando per decreto del 4 gennaio 1863 diventava Cleto.

Anche sul nome Pietramala le congetture sono molteplici, oltre che alla possibilità che il nome derivi dalla famiglia feudataria, si pensa che abbia qualche legame con la posizione.
Pietramala nel senso di "pietra dura", cattiva, come scrive il Padula: «Pietra grande, pietra inaccessibile a guisa di Piramide, (…) le sole formiche possono salire in Pietramala».
C’è ancora un’altra versione che i nativi sono soliti raccontare e che il Padula riporta nei uoi scritti: «Un vescovo essendovi rotta una gamba, volle che si chiamasse Pietramala».